Munster, 21-24 settembre 2016: la sedicesima conferenza della Società Europea di Criminologia

Pubblichiamo il resoconto della sedicesima conferenza della European Society of Criminology. Ringraziamo Rossella Selmini, autrice di questo post e attualmente alla presidenza dell’ESC.

Si è chiusa sabato 24 settembre, a Munster, la sedicesima conferenza della ESC, alla quale hanno partecipato quest’anno 1030 studiose e studiosi. Si conferma quindi la tendenza crescente da parte della criminologia europea a partecipare a questo evento annuale: sono già alcuni anni, infatti, che il numero di partecipanti supera, a volte abbondantemente, come lo scorso anno a Porto, le mille persone. Nonostante i numeri, le conferenze della ESC rimangono diverse da quelle della American Society of Criminology, vuoi per le assai più interessanti ambientazioni, vuoi per la maggior partecipazione alle centinaia di sessioni parallele che si susseguono nei quattro giorni della conferenza, vuoi, infine, per la grande varietà di approcci che caratterizzano la criminologia europea e che probabilmente la distinguono (ancora) dalla criminologia anglo-americana. Le conferenze della ESC sono così diventate un grande contenitore che dà ampio spazio ai diversi orientamenti criminologici, alle diverse metodologie di ricerca, e agli approcci interdisciplinari. Lo dimostrano anche i temi delle quattro sessioni plenarie, che hanno spaziato dall’analisi della criminalità in Germania (sede della conferenza), alla discussione sulle forme contemporanee del controllo sociale formale (polizie e policing), agli studi più recenti di developmental criminology, ed infine al crimine organizzato ed economico. Numerosi i seminari di impostazione critica sulla gestione europea dei fenomeni migratori, in generale, e delle più recenti crisi migratorie in particolare. Altri temi su cui la ricerca europea sembra molto attiva sono senz’altro gli studi sulle polizie, la violenza di genere, la criminalità economica.

Da segnalare alcune novità. Si è avviato a Munster quest’anno, con la mia supervisione, il progetto European Criminology Oral History, approvato dal Comitato esecutivo della ESC. Sono stati intervistati una decina di criminologhe e criminologi che hanno giocato un ruolo particolare nella creazione della ESC, o nello sviluppo della criminologia europea in generale. Questi studiose/i sono stati intervistati da loro colleghe/i o da loro studentesse o studenti del passato. Ne sono nate interessanti conversazioni, di circa un’ora, che saranno rese disponibili in futuro in forma di video sul sito web della ESC. L’archivio si arricchirà, negli anni successivi, con ulteriori interviste.

Tra quelle realizzate a Munster quest’anno, da segnalare quella di Dario Melossi, intervistato da Maxìmo Sozzo. E, ancora, a Dario Melossi, a conclusione di un processo di selezione, è stata proposta l’assunzione della editorship della rivista ufficiale della ESC, l’ European Journal of Criminology.

Insomma, la ESC cresce, si rafforza, sembra aprirsi ancora di più alla varietà delle criminologie europee, anche dal punto di vista geografico, non distoglie lo sguardo da quello che succede ai confini dell’Europa e comincia a raccontare la storia della criminologia europea, attraverso le voci e i volti di coloro che hanno contribuito alla sua crescita.

Ci si rivede nel 2017 a Cardiff, perché, come si è detto a conclusione dell’Assemblea generale, No Brexit from the ESC!

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