Terrorismo, vita normale e speculazioni politiche. Di Valeria Ferraris

Con questo post inauguriamo l’apertura nel blog di Studi sulla Questione Criminale di un dibattito quanto mai necessario su terrorismo, processi di radicalizzazione e retoriche di supporto di strategie di controllo che spesso risultano troppo miopi e che mancano di una seria riflessione. Riteniamo che una prospettiva di criminologia critica, quella che con questo blog vogliamo incentivare, sia ora più che mai utile a produrre un’analisi complessa di un fenomeno complicato e che ci chiama tutti in causa.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla discussione in corso commentando questi post e/o inviandocene di nuovi a ssqc.online@gmail.com. Proponiamo una lettura alternativa di quanto sta accadendo.

Ringraziamo Valeria Ferraris (Università degli studi di Torino) per questo post. Buona lettura!

Buone feste da tutta la redazione di Studi sulla Questione Criminale online.

 

Terrorismo, vita normale e speculazioni politiche

 

valeria_ferrarisTrascorro Natale da diversi anni a Nizza. E tutto si svolge secondo un programma di routine. Esco a correre la mattina sul mare (io e una serie di altri), compro la colazione tornando, sveglio i miei genitori, poi si esce a fare delle commissioni, la spesa, si beve un caffè. Un natale quasi mainstream, con l’eccezione che da un po’ di anni non si fanno cene con molti parenti.

Quest’anno c’è molto di diverso dal solito.

Sono arrivata venerdì 23 con il treno da Ventimiglia. Il treno che seguiva il mio, vicino a Latte, ha urtato e investito un giovane uomo di cui fino a ieri sera on sappiamo nulla, tranne che è un giovane migrante. Uno di quelli che cerca di attraversare la frontiera con la Francia a piedi. Ragione per cui i cartelli luminosi autostradali non avvisano più del vento forte ma segnalo prudenza per presenza di persone sulla carreggiata.

Si corre con le stesse abitudini, ma sulla promenade incontri quasi sempre i 4 ragazzi dell’esercito in formazione che pattugliano avanti e indietro.  Come vedi i loro colleghi in centro.

Il mercantino di Natale, ben prima di Berlino, è all’interno dei Jardins Albert I, con controllo aeroportuale all’ingresso da un unico ingresso. Una delle misure di vigilpirate, il programma di vigilanza francese di fine anni ’70 recentemente rivisto e consolidato.

Dentro i giardini c’è il memoriale laico o se vogliamo inter-confessionale e internazionale che raccoglie ricordi, scritte (in molte lingue), bandiere (da quella francese a quella dello Stato di Israele). Si passa al memoriale, c’è sempre qualcuno, si legge, si scambiano due parole, composte a volte commosse.

Sono tempi complicati. Qui, in un feudo da sempre della destra francese e del Front Nationale, su questo soffia il vento della speculazione politica: “gli abbiamo concesso troppo”, “sono troppi” gli altri…. Altri, l’odiosa etichetta che non vuol dire nulla.

Come quell’altra etichetta, gli irregolari tanto in voga da noi e che dopo Berlino è tornata sulle prime pagine al grido, scomposto, privo di significato di “rimpatriamo subito gli irregolari” “ facciamo il bocco navale”.

Tempi complicati richiedono pensiero lungo, capacità di riflessione.

Perché ridurre tutto ai marginali, francesi di nascita vittime del fallimento dell’idea assimilazionista che ha trovato nella fallita implementazione, nel diseguale accesso ai diritti (riconosciuti formalmente ma effimeri nella sostanza) la sua crisi… è da un lato consolatorio ma dall’altro troppo semplice.

Perché la dicotomia esclusione e inclusione, l’alterità rivendicata dall’islam moderato sembrano stare un po’ stretti.

Perché i piani di sorveglianza, cosi basati anche sulla partecipazione dei cittadini, almeno nella versione francese (è retorica? Rafforzamento della coesione sociale alla Durkheim?) chiedono di riflettere, confrontarsi.

Questo propongo con queste note molto personali e poco accademiche e natalizie. Leggere, riflettere, capire, evitando le spiegazioni one-fits-all.

Questo blog potrebbe essere uno spazio per ospitare proprio questo, segnalazioni, riflessioni, confronti su questi tempi complicati.

Valeria Ferraris

Università degli studi di Torino

Redazione di studi sulla questione criminale online

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